Magdeleine G.

Marie Madeleine Joséphine Emma Guipet, nata Archinard, e conosciuta col nome di Magdeleine G., (Tiflis 1876 ca. – ?) è stata una danzatrice celebre per la peculiarità delle sue esibizioni e del contesto in cui avvenivano: le sue danze, infatti, nascevano in uno stato inconscio di sonno indotto, destando grande interesse in una cerchia eterogenea di scienziati, artisti, dottori. Uno dei pochi ad offrire un essenziale profilo biografico è Émile Magnin, psicanalista e professore all’École de Magnétisme a Parigi: è lui che scopre le qualità assopite di Magdeleine e la conduce in ipnosi davanti al pubblico.

Da Tiflis, sua città d’origine, Magdeleine con la sua famiglia si sposta a Ginevra a soli 6 anni. Entrambi i genitori appartengono a famiglie di professionisti del ballo: la madre in particolar modo è specializzata in danze nazionali russe. Magdeleine si inserisce in questa tradizione a dieci anni quando inizia a studiare ballo da sala dallo zio, Benjamin Archinard. Solo un anno dopo cambia percorso, iscrivendosi al Conservatorio nella classe di pianoforte, e ancora poco tempo dopo si avvicina al canto, per il quale mostra una predisposizione. In questo ambiente riceve una breve formazione da Émile Jaques-Dalcroze. Sui suoi studi, Magnin sottolinea come non sembra essere l’approccio didattico la principale forza di Magdeleine, quanto la sua capacità intuitiva. È in questi anni che esprime apertamente il desiderio di fare teatro, trovando però una forte opposizione dalla parte del padre. Magdeleine si sposta a Parigi nel 1894 con la madre e la sorella maggiore e cinque anni dopo si sposa con Albert Guipet, con cui avrà due figli. All’età di ventisette anni, il 2 aprile 1902, Magdeleine incontra Émile Magnin a causa degli intensi mal di testa di origine nevrastenica di cui lei soffriva da anni e che lo psicanalista decide di curare con una serie di sedute in cui porta la paziente al sonno tramite processi di magnetismo. Durante le sedute Magnin nota come sotto ipnosi la donna, del tutto disinibita, mostri una mimica e una gestualità fuori da comune e, soprattutto attraverso sollecitazioni date da vibrazioni sonore, una qualità artistica nei movimenti tale da portarlo a studiarla come fenomeno artistico-scientifico. Da questo periodo in poi la collaborazione fra danzatrice e psicanalista sconfina tra i campi dell’arte e la scienza in modo nuovo: nell’agosto del 1903, con il fotografo Frédéric Boissonnas, allestiscono una sessione fotografica che si rifà all’estetica ellenica: la danzatrice appare completamente trasportata dalla musica, assumendo pose scultoree e dinamiche sopra un basamento di marmo, avvolta in una lunga tunica. Nel 1904 a Monaco, Magnin decide di mostrare in una tournée patrocinata dallo psicologo Albert von Schrenck-Notzing il “caso Magdeleine” a un pubblico scelto che rimane sconvolto da ciò che vede. Le domande e i dibattiti attorno a tale fenomeno si moltiplicano e, anche psicologi, critici di teatro e di danza, si dividono fra chi pensa di trovarsi di fronte a una farsa e chi vede in Magdeleine un vero e proprio genio, sono unanimi nel pensare che la danzatrice riesca a tradurre le pulsazioni della musica in autentici impulsi corporei. Molti artisti, fra cui lo scultore Auguste Rodin, e fotografi come Robert Demachy e Louis Held, iniziano ad invitare Magdeleine G a posare nei loro studi. Negli anni Trenta, quando ormai della danzatrice si è persa ogni traccia, il suo nome riaffiora negli scritti dei poeti surrealisti e nel ricordo di André Breton, che era rimasto affascinato da lei. Tuttavia, a dispetto dell’enorme clamore suscitato dalle sue performances, già dal 1906 ciò che ne è di Magdeleine rimane oscuro. [Simona Silvestri]

 

Fonti e Bibl.: Georg Fuchs, Die Kunst der Magdeleine, «Münchener Neueste Nachrichten», no. 89, 23 februar 1904; Albert von Schrenck-Notzing, Die Traumtänzerin Magdeleine G: Eine Psychologische Studie Über Hypnose Und Dramatische Kunst, Enke, Stuttgart 1904; Émile Magnin, L’Art et l’Hypnose. Interprétation plastique d’œuvres littéraires et musicales, Atar-Alcan, Genève-Paris s.d. (inverno 1904-1905) – ristampa Pranava Books, Delhi 2019; Luisa Tinti, Georg Fuchs e la rivoluzione del teatro, Bulzoni, Roma 1980; Clara Gallini, La sonnambula meravigliosa. Magnetismo e ipnotismo nell’Ottocento italiano, Feltrinelli, Milano 1983; Eugenia Casini Ropa, La danza e l’agitprop. I teatri-non-orientali nella cultura tedesca del primo Novecento, Il Mulino, Bologna 1988; Céline Eidenbenz, L’hypnose au Parthénon. Les photographies de Magdeleine G. par Fred Boissonnas, «Études photographiques», 28 novembre 2011; Simona Silvestri, Il movimento ritmico nelle fotografie di Frédéric Boissonnas, in La camera meravigliosa. Per un atlante della fotografia di danza, a cura di Samantha Marenzi, Simona Silvestri, Francesca Pietrisanti, “La Scena dei saperi”, vol. 2, Editoriale Idea, Roma 2020.